lunedì 6 settembre 2010

7 volte al Venice Film Meeting

I ragazzi che provengono dalla campagna veneziana (Zelarino è il paesino dove hanno fondato l'associazione Settimo Binario) si ritrovano per la settima volta alla rassegna veneziana dedicata alle produzioni locali, il Venice Film Meeting.
Quest'anno propongono un piccolo documentario dal titolo Il coro di via Piave, realizzato grazie alla preziosa collaborazione del Servizio Etam- Animazione di Comunità e Territorio del Comune di Venezia. Il documentario è una raccolta di testimonianze dei componenti del coro Voci dal Mondo di via Piave (Mestre-Ve), gruppo composto sia da mestrini che da immigrati da diverse parti del mondo. Un'occasione per confrontare diverse culture ed esperienze di vita.
Il documentario verrà proiettato oggi al cinema Astra del Lido di Venezia, alle ore 18 circa.
La rassegna Venice Film Meeting incomincerà oggi dalle ore 15 con il documentario Josif Brodskij-Nella prigione delle latitudini di Jan Andrews e Anny Carraro.














un fotogramma del documentario Il coro di via Piave

5 commenti:

  1. Dall'alto della nostra esperienza, possiamo dire che finalmente non solo noi nutriamo dei dubbi sul Venice Film Meeting.
    Non si tratta tanto dei principi che lo animano o della nobile aspirazione che lo sottende, quanto della modalità con cui viene organizzato.
    Manca del tutto un confronto tra registi e pubblico, tra registi e registi e tra registi e eventuali addetti ai lavori (produttori, editor, distributori).
    Peccato perché una vetrina è davvero tale quando permette di vedere, ma anche di conoscere i prezzi, di entrare nel negozio per toccare con mano i prodotti, e di comprare.

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  2. DA SEGNALARE tra i video interessanti presentati ieri, il corto di Giulio Boato "Bordeaux 2010", un ritratto su Bordeaux, città nel quale Giulio ha svolto l'Erasmus. Giulio Boato aveva partecipato nel 2006 al primo laboratorio audiovisivo tenuto dall'associazione Settimo Binario dal titolo Horripilante-storie di metacinema, che aveva portato alla realizzazione del corto Niente Sangue con l'eccezionale partecipazione di Mauro Mazzetto.

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  3. cari miei, se non era per voi, non sarei qui a parlar di cinema. nè mi laureerei in arti visive, credo. nè dunque sarei stato a bdx. bella idea, quella di niente sangue... grazi mille!

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  4. In attesa della tanto agognata opinione sulla Mostra 2010 firmata dallo scribacchino-non-pennivendolo Baes, concordo con i commenti precedenti e aggiungo per completare il mio intervento rilasciato a TeleVenezia, apparso nell’intervista dedicata a Settimo Binario, che il Venice Film Meeting è una vetrina necessaria e importantissima per gli autori, il territorio e non ultimo il pubblico. Proprio nel momento di maggior esaltazione della Settima Arte, quest’iniziativa pregevolissima di valorizzazione dell’audiovisivo mette in evidenza qualche limite. Come ricordava Cecilia manca un confronto essenziale tra gli autori, i vari addetti ai lavori e il pubblico. Purtroppo in primis manca il pubblico. Chi presenzia in sala sono per la maggior parte gli stessi partecipanti alla rassegna, che il più delle volte vedono il proprio lavoro, si compiacciono, disturbano il proseguo della proiezione ed escono dalla sala, dimostrando poca attenzione e curiosità verso l’audiovisivo e le opere altrui. Scambio culturale uguale a zero! Io, i componenti di SB e credo pochi altri abbiamo sempre assistito con grande interesse l’intera programmazione giornaliera, e quando possibile anche più di un appuntamento. E qui si scaturisce il secondo appunto. Perché fare quest’iniziativa durante la Mostra del Cinema senza neppure sfiorare la massa festivaliera? Anzi pare che mamma-Mostra distragga dalla manifestazione collaterale autori, collaboratori, partecipanti vari, amici e parenti, che terminata la ‘loro’ proiezione questi si dirigano presto verso il grande evento. La Mostra quindi non sembra proprio implementare un meccanismo di maggior visibilità e partecipazione, non incrementi pubblico, al contrario purtroppo non permette a chi è attirato dalla Mostra, come il sottoscritto, di godersi una valida proposta. Dopo Sette partecipazione di Settimo Binario al VFM (!!), compresa una individuale, credo che si possano esprimere delle osservazioni motivate e costruttive, nella speranza che il programma futuro ottenga ottima visibilità, superi i problemi logistici-organizzativi e che venga collocato in una posizione di calendario più vicina agli autori, al territorio, al pubblico.

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